GRUPPO FUCI VIGEVANO

Anno Accademico 2014-2015

Terzo Incontro, 21 settembre 2014, presenti 9 fucini ed assistente

  • Relazione sulla figura di Paolo VI: Entra in fuci, entra in seminario e una volta diventato prete all'epoca di Igino Righetti diventa assistente nazionale della Fuci. Siamo in un momento di crisi delle associazioni! Paolo collabora come assistente per iniziare questo cambiamento di identità dei cattolici finendo sotto tiro dei gesuiti in quanto loro erano gli unici che crescevano le vere classe dirigenti. Scoppia la guerra e lui si dimette dalla fuci e a lui era stato dato il compito della salvaguardia dei profughi e degli ebrei. Durante la guerra cura questo settore con i canali diplomatici e poi diventa  segretario di stato di Pio XII. Verso la seconda meta degli anni '50 diventa arcivescovo di Milano  quindi in periodo di ricostruzione. A Milano tenta una missione popolare ma sará un fallimento disastroso. Diventa Cardinale sotto Giovanni XXIII e partecipa al concilio come cardinale. All'interno del concilio troviamo due schieramenti: Quelli che pensavano di finire il concilio in 10 giorni e quelli che pensavano veramente di riformare la chiesa. Montini, durante il momento di stallo, momento in cui non si trovava un accordo perché la divisione era ormai in pari numero, fece un discorso dove chiese di guardare nn solo la chiesa dall'interno ma anche la chiesa nei confronti del mondo. Muore Giovanni XXIII e viene eletto lui papa dopo che aveva ammaliato il concilio con quel discorso. Alcuni lo vedono come un reazionario, altri lo vedono come troppo chiuso. Ha saputo sbloccare il concilio in momento di stallo ed é riuscito a portare alla conclusione il progetto del concilio iniziato da Giovanni XXIII.  Nasce subito un confronto con Giovanni XXIII e Papa Montini veniva dipinte come quello freddo e diplomatico. Siamo negli anni della contestazione giovanile, emana 7 encicliche sul ruolo della chiesa. É il primo ad uscire veramente dai confini del Vaticano, é il primo ad inaugurare la figura del papa come il capo della chuesa che va verso gli altri e non che aspetta gli altri a san Pietro. Non si erano affrontate tematiche sulla morale e soprattutto tematiche sessuali. Buona parte dell'episcopato  si aspettava un'apertura molto ampia su queste tematiche. Lui interviene con l'humanae vitae in cui  condanna l'uso dei contraccettivi in maniera assoluta. Viene visto in maniera molto distante soprattutto dal mondo giovanile. Il suo pontificato può essere diviso in due epoche 63-70 e 70-78: la prima più movimentata, la seconda più statica dovuta anche alla malattia. Le scelte di alcuni vincoli dovuti all'età che sono imposti ai vescovi e ai cardinali sono state prese da Paolo VI. Era molto legato alla realtà italiana e negli ultimi anni se ne interessa vista anche la sua staticità dovuta alla malattia.  Si era molto legato a De Gasperi e a  Moro, conosciuto nel periodo Fucino. Sono gli anni del divorzio e quindi anche lui esprime la sua contrarietà ma "accetta" che lo stato possa dire di si in quanto l'Italia é stato laico. Il papa piu volte interviene fortemente per richiamare l'importanza della liberazione di Aldo Moro. In un angelus addirittura si propone come ostaggio al posto di Moro, suo caro amico.
  • Alla sua morte non viene visto come un papa amato dal popolo, viene visto in modo ambiguo. Il suo pontificato viene schiacciato da Giovanni Paolo II e Giovanni Paolo I. La sua figura viene rivalutata soprattutto per i scuoi scritti. Figura combattuta per  l'epoca in cui si trovava e per le decisioni che doveva prendere. Aveva chiaro cosa voleva proporre, aveva chiaro molte tematiche che però verranno fuori nei pontificati successivi. Ha cominciato ad annunciare problematiche per esempio con lo IOR. Non si é mai improvvisato ma si é sempre preparato per fare qualsiasi cosa e prendere qualsiasi decisione. Si parla della presenza del cattolico il quale non rinuncia alle proprie certezze ma é incline al dialogo. Per riassumere possiamo valutare gli scritti in cui sottolineava il compito che l'uomo ha di portare alla luce la bontà del mondo. Lui cercava esattamente un dialogo con tutte quelle realtà positive che sono all'infuori della chiesa.
  • Perché la beatificazione? Ha guidato un momento particolare di svolta della chiesa. La trasformazione della messa da latino a lingua parlata non é solo formale ma sostanziale perché é la resa pratica del concetto per cui la chiesa non é il sacerdote ma la chiesa é la comunità che non deve solo guardare la messa ma che deve vivere la messa. I suoi scritti vengono rivalutati soprattutto nella tematica del rapporto chiesa-mondo. Ha avuto la fermezza di dire che l'aborto e il divorzio erano cose contrarie all'umanità nonostante il periodo di rivoluzione.                  

 

      Il segretario

       Irene Bonardi